venerdì 15 marzo 2013

MURI UMIDI? ...FONDAZIONE AREATA

I motivi per i quali un muro possa essere umido sono vari, in questo post voglio unicamente illustrare un intervento in filosofia high science-low cost eseguito per risolvere le problematiche di risalita capillare.
Preambolo sintetico: per capire le cause dell'umidità è necessario un approccio diagnostico approfondito quasi sempre accompagnato con diagnostica strumentale (termografia, misura umidità etc.)
Veniamo quindi al problema della risalita capillare e ad eventuali soluzioni.
Un intervento che ho visto spesso è l'impermeabilizzazione attorno al muro in esame mediante un marciapiede con la funzione di evitare l'infiltrazione dell'acqua alla base del muro.
Il risultato può essere questo.
Marciapiede adiacente ad un muro con incremento della risalita capillare

Fenomeni di efflorescenze dovuti alla presenza del cls.
I sali migrano alla struttura in laterizio e calce danneggiandola ulteriormente

E' quello che forse potremmo definire un "effetto rimbalzo" , probabilmente lenibile aggiungendo altri interventi e con prodotti specifici.
Vediamo invece ora un caso affrontato in modo diverso, cioè una volta compresa la causa, cercare di intervenire limitando gli effetti rimbalzo.
Per effetto rimbalzo intendo crearsi un problema cercando di risolverne un altro, nell'edilizia non è inusuale... un po come la povera signora del teatrino dell'innovazione.
Per essere sintetici.. abbiamo deciso di incrementare la traspirazione della fondazione pur realizzando il marciapiede.
Vediamo il caso prima dell'intervento.
Situazione prima dell'intervento

La diagnosi è stata supportata da un esame termografico e da fori eseguiti per verificare l'umidità a più altezze e a diversa profondità secondo il metodo ponderale (Nornal 8/83 e UNI 11085/2003).
La fondazione era piuttosto profonda data l'esistenza di un locale interrato.

L'obiettivo che ci siamo posti  pertanto è stato quello di impedire all'acqua del terreno di entrare in contatto con la muratura ma nello stesso tempo di permettere al laterizio di poter perdere, per evaporazione, l'umidità proveniente dalla risalita capillare.
Diverse esperienze di diagnosi in sito hanno permesso di evidenziare come l'allontanamento dalle murature delle acque meteoriche, ad esempio con marciapiedi o pavimentazioni, pur agendo nella funzione di eliminazione dell'infiltrazione dall'alto, inibiscono l'evaporazione dell'umidità del paramento incrementando la risalita capillare (vedi foto precedenti).
Questa criticità non tiene inoltre conto del rischio, comunque presente, di degrado o comunque di perdita di funzionalità , delle guaine o dei trattamenti impermeabilizzanti.
Pertanto si è adottata la soluzione di utilizzare un geosintetico composito drenante messo in opera “a rovescio” rispetto alla pratica comune, e quindi con la parte drenante a contatto della muratura e la parte impermeabile a contatto del terreno.


Particolare del geosintetico

Getto della soletta del marciapiede

















In tal modo si crea una intercapedine d'aria a ridosso della muratura che permette l'evaporazione, mentre l'umidità proveniente lateralmente dal terreno viene intercettata come se si trattasse di una tradizionale guaina.
Il vantaggio rispetto ad una tradizionale guaina risiede anche nel fatto che se l'umidità dovesse superare la barriera impermeabile verrebbe comunque raccolta dall'intercapedine drenante, con ulteriore possibilità di evaporazione.
Chiaramente per permettere questi processi è necessario un collettore drenante alla base e un “camino” aperto in sommità.
Particolare griglia di areazione
Il collettore drenante alla base fa parte della normale pratica edilizia ed è stato realizzato come un comune drenaggio con ghiaia lavata e tubo microforato, mentre l'apertura in sommità è stata realizzata tenendo staccato il massetto del marciapiedi dal muro e proteggendo la fessura dall'acqua piovana con una apposita lattoneria che comunque garantisse l'evaporazione.
Il metodo si è dimostrato economico e di facile applicabilità, la sua efficacia a diversi anni  della realizzazione è  evidente anche considerando periodi particolarmente piovosi.
Tale metodologia risulta particolarmente interessante per gli edifici storici in quanto i materiali dell’edilizia tradizionale soffrono particolarmente le condizioni di non aereazione delle superfici in quanto i materiali costituenti sono in genere ad elevata porosità.
In ultimo risulta interessante il distacco tra la soletta del marciapiede e il paramento murario sia perché  si evita la migrazione dei sali del cemento che risultano particolarmente dannosi per i materiali tradizionali, sia perché si garantisce una reversibilità dell’intervento aggiuntivo senza intaccare il paramento murario.