lunedì 14 gennaio 2013

CONSIDERAZIONI SUL RISPARMIO ENERGETICO

Riporto un po' di dati riguardanti lo studio che sto svolgendo su una bifamiliare degli anni '60.
L'approccio che mi sono dato è ovviamente permeato dalla filosofia che sto cercando di portare avanti sintetizzabile in breve in "high science - low cost".
Il tema è quindi come far risparmiare il massimo spendendo il minimo, lo studio è in corso e   in questo post metterò solo alcuni spunti utili per eventuali confronti e critiche.
Studio dell'irraggiamento solare
I dati della struttura sono stati acquisiti con un discreto dettaglio, approfondendo anche con misure sperimentali (analisi  con termocamera, analisi con termoflussimetro, utilizzo di sensori di temperatura etc), e con simulazioni software oltre al semplice bilancio (analisi elementi finiti ponti termici, studio irraggiamento e comfort).
Lo studio dei consumi ha preso come input i dati misurati; non è stata però al momento eseguita una back analysis, cioè non è stata modificata l'analisi in base ai consumi misurati per farla collimare.
Il periodo di studio va dal 2003 al 2012 dove oltre a cambiare lo stile di vita della coppia (nascita di 2 figli) è stato eseguito un intervento di cambio infissi. Pertanto al momento ci focalizzeremo su come questo intervento abbia variato i consumi.
Alcune premesse tecniche molto sintetiche:
L'involucro opaco è doppio uni da 25 cm, i solai sono laterocemento rasato, il sottotetto sovrastante l'appartamento dell'ultimo piano (quello oggetto di studio) è non abitabile e non riscaldato, l'involucro trasparente (molto ampio)  era quello originale anni '60 (vetro singolo e infisso in legno), ed è stato sostituito con serramenti in pvc (posa in opera discreta controllata con termocamera).
Non stono stati sostituiti i cassonetti degli avvolgibili ma sono stati sostituiti gli avvolgibili (da legno ad alluminio coibentato, anche se al momento tale variazione non è stata inserita nel calcolo). I metri cubi di gas sono stati dedotti dalle bollette mentre le temperature sono state prese per la località in esame da banche dati pubbliche. La questione interessante guardando il grafico è che non si nota il miglioramento che la simulazione invece prometteva. Perchè?
Analisi ponti termici

A parte possibili errori di simulazione e di valutazione, di lettura delle bollette etc, una prima questione è la correlazione con la temperatura esterna. Anche qua non sembra esserci una chiara lettura.
Con lo stile di vita...anche in questo caso non torna chiaramente (comunque il comfort percepito all'interno dell'abitazione è cambiato decisamente in meglio)



Una possibile spiegazione che potrebbe scombussolare le simulazioni è l'apporto solare gratuito che i serramenti precedenti potevano garantire data la maggior snellezza dell'infisso e la maggior idoneità del vetro singolo rispetto al doppio a favore della captazione solare.
Guardiamo ad esempio delle misure svolte con i vecchi infissi durante un monitoraggio dove è stata misurato per un breve periodo il consumo di metano e le temperature esterne ed interne nella porzione sud (zona giorno) dell'appartamento.
Il monitoraggio è stato effettuato utilizzando datalogger per la registrazione della temperatura e  un sistema molto da "makers" (webcam con registrazione del display del contatore) per i mc di metano (in tutte queste misure e simulazioni non è stato possibile separare la componente acs e uso cucina).
Come si nota dal grafico  quando il sole entra nell'appartamento la temperatura dell'aria si alza fino a far scattare il termostato ambiente fermando quindi il consumo di metano.

Non so se il trascurare il guadagno passivo possa essere da solo una causa dello "scarso" miglioramento,  però la riflessione che sorge è che non è così semplice e scontata la comprensione reale di un intervento e che forse per non incappare nel teatrino dell'innovazione dovremmo dare molto più spazio all'approccio scientifico e sperimentale (misurare e monitorare)!!!
E' vero che in questo caso l'intervento ha portato un consistente beneficio in  termini di comfort, però il beneficio energetico è stato meno della metà del previsto se lo spalmiamo sugli anni di studio. Se questo fosse stato un intervento fatto, ad esempio, in ottica tipo Esco (come sta prendendo piede adesso) sarebbe stato un fallimento economico.
Quindi se dovessi rispondermi al post  del teatrino la risposta sarebbe che il giusto approccio può essere solo scientifico con ampio spazio spazio alla misura e alla sperimentazione consapevoli però che la scienza non fornisce certezze ma almeno prova a misurare un fenomeno.